#IFISpassion
Sergio Testini

Digital Factory
Milano

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Nuovo appuntamento con #IFISpassion, la rubrica di Lavorare in Banca che vi porta alla scoperta delle passioni e dei talenti delle #IFISpassion. Questa volta tocca a Sergio Testini, Addetto Digital Factory nella sede di Milano, parlarci della sua grande passione: la prestigiazione.

 

Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano
(“Il Piccolo Principe” di Antoine De Saint-Exupery)

Sin da ragazzino la ricerca della “meraviglia” e la naturale curiosità mi hanno portato alla scoperta dell’Arte Magica, facendomi appassionare allo studio dei giochi di prestigio. Inizialmente solo per scoprire il “perché”, per capire quale meccanismo si celasse dietro un effetto magico impossibile.
Col tempo mi sono appassionato alla storia della magia e dell’illusionismo, antica come l’uomo, la prima fonte scritta riguardante un mago è stata trovata infatti nel papiro egiziano di Westcar e descrive un gioco di prestigio svolto davanti al faraone Cheope (2620-2597 a. C.).

Ritengo che sia stata una fortuna essermi appassionato da bambino ad un’arte performativa particolare come la magia, perché per avere successo occorre principalmente imparare a gestire le reazioni del pubblico e ricordo molto bene la mia difficoltà di bambino nel creare un’illusione manipolando l’attenzione di un adulto.
Dopo tanti anni di studio, di esercizio costante ed esibendomi per diversi tipi di pubblico ho avuto il privilegio di conoscere persone di tutto il mondo e di ogni ceto sociale e ciò mi ha permesso di regalare momenti speciali e anche di ricevere molto in cambio.

Iniziando a lavorare ho scoperto che questa mia passione ha condizionato molto e in positivo la mia vita professionale: cosa accomuna la prestigiazione con il lavoro in una azienda in un momento storico di grandi cambiamenti? Il prestigiatore per sua natura si pone come sfida problemi impossibili (come posso far apparire una moneta dalle mani dopo averle mostrate vuote?), a cui poi deve trovare una soluzione per rendere possibili eventi notoriamente impossibili. Questa è la mission: cercare sempre nuove soluzioni e non perdersi nelle sabbie mobili dei tunnel cognitivi o farsi condizionare da resistenze “esterne” che recitano come un mantra: “si è sempre fatto così”, “non funzionerà mai”, “è impossibile”.

Una forma mentis da prestigiatore potrebbe risolvere problemi all’apparenza impossibili che quotidianamente si pongono nella vita di una azienda: utilizzando il pensiero laterale, provando a cambiare le premesse e soprattutto, sbagliando il prima possibile per imparare subito (vedi ad es. la digital transformation nell’aziende).

Eseguire una performance dal vivo significa mettersi in gioco, lavorare su se stessi, utilizzare il linguaggio non verbale, controllare l’attenzione del pubblico, gestire lo stress, comunicare, adattarsi, improvvisare, essere presenti a se stessi. Sono tutte elementi che in un lavoro come il mio sono molto utili, quelli che recentemente sono definiti soft skills.
Dopo tanti anni, ho iniziato a trasmettere questa mia passione ai ragazzi attraverso una scuola di magia a Milano, all’interno di una associazione senza fini di lucro. Questa associazione produce anche uno spettacolo magico da “salotto” presso uno spazio dove una volta al mese, dopo un aperitivo, si esibisce un prestigiatore, lo abbiamo chiamato Openmagic (www.openmagic.it).
Ecco la mia passione, un fil rouge sottile che tesse la mia vita tra professione e arte.

Concludo con una frase di G. W. F. Hegel (Lezioni sulla filosofia della storia -(1837)) «nulla di grande è stato compiuto nel mondo senza passione».