#IFISpassion
Rudy Tarraran

Filo Diretto

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Torna #IFISpassion con una puntata dedicata al mondo dello sport: insieme a Rudy Tarraran di Filo Diretto abbiamo approfondito la sua passione per il calcio, sia quello giocato che quello vissuto a bordo campo. Rudy infatti, oltre a giocare nel campionato di prima categoria, allena una squadra di bambini dai 10 ai 13 anni. Lo sport come una vera scuola di vita insomma, che ha insegnato molto a Rudy e che a sua volta, nei panni di allenatore, restituisce ai più piccoli.

 

Ciao a tutti!

Mi chiamo Rudy Tarraran, ho 29 anni e lavoro in Banca IFIS da 2 anni e mezzo.

Da quando avevo 6 anni ho iniziato a giocare a calcio e da quel momento non ho più smesso di correre dietro al pallone. Lo spogliatoio è ormai diventato la mia seconda casa: un vero e proprio contenitore di amicizie, emozioni e stati d’animo. Il calcio per me non è solo uno sport ma una scuola di vita: mi ha insegnato a non mollare mai, a fidarmi dei miei compagni, a condividere emozioni e a giocare di squadra. Queste abilità, ora più che mai, tornano utili nella mia quotidianità lavorativa: faccio parte del Team di Filo Diretto, la divisione di Banca IFIS che segue il primo contatto con le aziende dislocate su tutto il territorio italiano e che si confronta quotidianamente con la rete commerciale per trovare la soluzione finanziaria che meglio si adatta alle esigenze di ogni PMI.

 

Come avete capito, per me il calcio è da sempre una vera e propria passione tant’è che ora, oltre a giocare nel campionato di prima categoria, qualche sera a settimana trovo il tempo per allenare un gruppo di bambini. Ogni tanto ci penso e mi rendo conto che è molto impegnativo essere, allo stesso tempo, collega, compagno di squadra e allenatore. Sono ruoli diversi che mi hanno permesso di crescere sotto molti punti di vista: lavorare in gruppo, la capacità di ascolto e il problem solving sono parte attiva della mia quotidianità lavorativa e riconosco che lo sport, in questo contesto, è stato fondamentale per la mia crescita personale e professionale.

 

Quando alleno la mia squadra di bambini mi rendo conto che prima di essere un allenatore sono un educatore. Lo sport, qualsiasi sia la disciplina, è portatore sano di tutti quei valori che, a lungo termine, andranno a formare gli uomini e le donne di domani. Per questo motivo, quando alleno, mi sento in dovere di restituire ai miei ragazzi tutto ciò che questo meraviglioso sport mi ha messo in mano: amicizie, valori ed emozioni che difficilmente dimenticherò.