Maurizio Morselli

Settore: Sviluppo Risorse Umane

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Paolo Chiappero
Cos’hai pensato quando sei arrivato in Banca IFIS?
Dal primo giorno in Banca IFIS ho amato l’energia di questa banca e ho trovato un’accoglienza calda e sincera (le persone sono l’elemento culturale che sempre osservo). Mi sono sentito subito a casa, anche se ero da poco approdato in Italia e avevo sempre lavorato in realtà multinazionali statunitensi. Ho pensato immediatamente: “questa è un’azienda di successo, giovane, con belle persone e con un ritmo che mi piace”.
Come sei cresciuto come persona all’interno di Banca IFIS?
Il mio arrivo in Italia dagli Stati Uniti è stato un cambiamento maturo e positivo, in Banca IFIS sono riuscito ad applicare e modificare alcuni dei rigidi modelli di formazione/management anglosassoni (oltre a migliorare il mio italiano). Un cambiamento per me che è stato molto utile professionalmente, e come diceva Anatole France: “Se non cambiamo non cresciamo. Se non cresciamo, non viviamo davvero”.
Qual è stata la tua soddisfazione lavorativa più grande?
In Banca IFIS ho avuto molte soddisfazioni grazie alla fortuna di collaborare con ogni Business Unit. Potrei enumerare vari interventi quali la creazione di un mini-MBA per Colleghi Middle Manager, aver contribuito alla creazione del sito Lavorare in Banca, di aver collaborato alla creazione al sistema del Performance Management ecc. Ma, la più grande soddisfazione è aver visto crescere i colleghi con cui ho collaborato in questi anni.
Cosa ti aspetti dal futuro? (personale e lavorativo)
Il futuro è sempre un bel mistero…the past is history, the future is mystery
Personalmente progetto di costruire sulle Dolomiti una “mini-casa” con le mie mani, grazie all’esperienza lavorativa che ho maturato durante gli studi.
Professionalmente vorrei far capire a tutti che il futuro è ora e continuare a lavorare in Banca IFIS per vedere giovani colleghi assumere posizioni di prestigio: credo infatti che siano loro il motore per i progetti futuri.
Qualcosa da aggiungere?
Vorrei condividere una massima che mi guida e che credo guidi anche la Banca: “Do not limit your challenges, challenge your limits”.