A Davos il protagonista è il ritorno al dialogo

Il futuro comune dei Paesi in un mondo diviso

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Il premier Gentiloni al World Economic Forum invita a continuare nelle riforme mentre la BCE fa arrivare messaggi forti sull’addendum sui crediti deteriorati e gli stress test.

 

Mentre prosegue l’agenda del World Economic Forum qui a Davos, nella mattinata di oggi Daniel Nouy – da Francoforte – ha fatto sobbalzare la platea dei banchieri europei ed italiani con nuove dichiarazioni sui Non-Performing Loans e su uno slittamento dell’addendum. “Fare troppo poco e tardi non è un’opzione percorribile. Porterà sicuramente a maggiori problemi nel futuro” è uno dei messaggi inviati dalla signora della BCE. Dal punto di osservazione di un player abbastanza “anomalo” in questo mercato, che conosciamo molto bene, mi sento di dire che la pulizia dei bilanci e le operazioni volute per risanare le banche dagli attivi deteriorati sono iniziate da anni in Italia, e non solo qui. La pressione dei regolatori si è fatta sentire anche in periodi non buoni. Gli stress test, da chiunque vengano condotti, oltre ad essere uno strumento di monitoraggio sul quale il regolatore continuerà a fare leva, alzano la sensibilità e la necessità da parte dei banchieri di trovare strategie e risorse per gestire questa parte di bilancio.

 

Credo che oggi si possa dire di avere un quadro completo della situazione del sistema bancario italiano; mi meraviglierebbe il contrario, dopo anni di attenzione da parte di tutti su questi temi. E’ noto quali siano le banche che ancora oggi non hanno capitali sufficienti a coprire le mancanze, e credo ci aspettino periodi di accorpamenti e aumenti di capitale. La pulizia dei bilanci, secondo la mia opinione, non è la ricetta per avere banche più redditizie e sostenibili; questo “mandato” va piuttosto assegnato alla rivisitazione dei business models e all’erogazione del credito, in un piano di rinnovamento della governance delle banche. Tra i messaggi Nouy fa anche un accenno a Edis, il sistema europeo di assicurazione dei depositi. Operando ogni giorno nel mercato, non posso che dare a Edis il benvenuto: la sicurezza dei depositi e la fiducia dei clienti è il presupposto su cui sono state create – ed ancora continuano ad esistere – le banche. Cercando di applicare a Banca IFIS il messaggi di Madame Nouy posso affermare che stiamo lavorando in maniera profittevole nel settore dei crediti deteriorati, attrezzandoci per il futuro: lo scorporo dell’Area NPL che ci terrà impegnati per un gran parte dell’anno è il significato di quanto possiamo fare ancora in questo mercato: lo scorporo consentirà di cogliere opportunità che altrimenti non sarebbero state raggiungibili, e di crescere così più rapidamente.

 

Ma, come dicevo ieri, il credito deteriorato è il grande assente qui a Davos, dove i protagonisti sono il futuro comune dei Paesi in un mondo diviso. Le parole del primo ministro indiano del primo giorno del Forum, seguito ieri da Gentiloni, Merkel e Macron, hanno rimarcato l’importanza delle radici. Il futuro fra tutti i paesi sarà comunque comune: sta a noi decidere se dovrà essere fra Paesi divisi o Paesi che condividono gli obiettivi. Il WEF come anche altre organizzazioni sovranazionali possono aiutare a fare chiarezza e creare dialogo in un momento in cui a livello internazionale l’attitudine al dialogo è diminuita rispetto al passato.

 

Storia, cultura, ricerca ed esperienza dovrebbero averci insegnato a percorrere una roadmap comune, che continui a generare benessere nel futuro per le prossime generazioni.

 

Questo è l’augurio ed il mio auspicio per questo Davos: far ricordare a tutti storia, cultura errori ed esperienze troppo spesso dimenticate, con l’obiettivo di costruire un futuro migliore. Certamente, per mia opinione, un futuro condiviso.